Chef Colonna: «Riparto da Fiumicino, il cibo è un atto politico»

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Antonello Colonna uno e trino. Dopo il ristorante di Labico e l’Open di via Nazionale, il pluristellato chef ha inaugurato oggi, nell’area di imbarco B di Fiumicino, l’Open Bistrò, esclusivo locale con 30 posti a disposizione di turisti e viaggiatori. Menu alla carta e formula ‘open food‘ per garantire dinamicità e flessibilità dell’offerta in base al tempo dei clienti. ”Una nuova meravigliosa sfida, un altro viaggio, un regalo per il mio compleanno.

Tre volte 20”, racconta all’Adnkronos Antonello Colonna. ”Perchè l’accoglienza è una scienza. E il cibo, in fondo, è un atto politico – prosegue- E’ il momento degli chef, un tempo si parlava solo di calciatori – scherza- Approfittiamone perchè un giorno ci obbligheranno a tornare ai fornelli. Del resto, al Terminal 3 dell’Aeroporto di Fiumicino c’è il mio collega Heinz Beck. Faccio il tifo per lui. Spero che Heinz faccia altrettanto per me”. Accanto ad Antonello Colonna, gli Aeroporti di Roma, Chef Express, la società che gestisce le attività di ristorazione del Gruppo Cremonini. ”Mi sento come un solista che deve esibirsi, ma deve avere accanto una grande orchestra. Ed è quello che mi è stato offerto oggi a Fiumicino. Perchè senza un gruppo importante alle spalle rischi di trovarti da solo sul palcoscenico”.

Ed a proposito di spettacolo aggiunge ancora lo chef romano: ”Mi sento come quei ‘vecchi’ cantautori che durante i loro concerti intonano le loro hit di successo. Sarà così anche nel mio ‘bistrò”’. Bucatini cacio&pepe, mantecati con lo champagne, il ‘negativo’ di carbonara, burro e alici, pancetta di maialino, farro e mele renette, ravioli di trippa, involtini di peperoni arrosto, acciughe e caprino… ”In fondo – scherza Antonello Colonna- mi sento come una grande maison di moda, le griffe non mandano in soffitta gli abiti che li hanno resi famosi. Come i miei piatti. Spesso i miei clienti ritornano per gustarli e rigustarli”. E sulla moda degli chef in tv, anche alla guida di trasmissioni importanti, accanto a critici, giornalisti, appassionati, Colonna non ha dubbi: ”Anche a me è capitato di partecipare a programmi in televisione. E’ il mercato che cambia, ma anche il costume e la società. Bisogna saperlo accettare”. “La cucina -spiega ancora – è un settore che ha bisogno di essere supportato e sostenuto accanto alla difesa del territorio. Un serbatoio intellettuale, una sfida continua per tutti noi. Bisognerebbe fare le guerre con il cibo. Non ci sarebbero morti e caduti – conclude lo chef Colonna- Ma una meravigliosa disponibilità al dialogo e al confronto”.

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