Di nuovo a Tavola
LaboratoriEcco come trasformare gli avanzi in ricette stellate
caleidoscopio dai vins

Ecco come trasformare gli avanzi in ricette stellate

by

Dalla cena della vigilia al pranzo di Santo Stefano, come ogni anno, gli italiani sono destinati ad avanzare almeno 2 kg di cibo già preparato. Nutrizionisti e chef sono concordi: ciò che rimane non va buttato ma riutilizzato per il cenone di Capodanno, per creare piatti in linea con i principi della dieta mediterranea. Tra la cena della vigilia, il pranzo di Natale e i festeggiamenti di Santo Stefano, gli italiani amano cimentarsi ai fornelli preparando leccornie e piatti elaborati. Il risultato? Menù di almeno sei portate, tra antipasti, primi piatti, secondi con contorni e dolci vari. Un’overdose di cibo rispetto alle reali esigenze, che per 1 italiano su 2 (55%) ogni anno si traduce in un incubo ricorrente: almeno 2 kg di cibo, tra pasta fatta in casa, piatti di carne e insalate di rinforzo, panettoni e dolci tradizionali, che rimangono “intoccati”. Cosa farne? Dai masterchef arrivano i consigli per riutilizzarli in maniera creativa e golosa, con cui realizzare piatti in linea con i principi della dieta mediterranea, magari dopo averli congelati per il cenone di Capodanno. Chi l’ha detto che il riciclo è solo con i rifiuti? La tendenza del re-use arriva ora direttamente in cucina. È quanto emerge da uno studio promosso dal Polli Cooking Lab, l’Osservatorio sulle tendenze alimentari dell’omonima azienda toscana, condotto mediante metodologia WOA (Web Opinion Analysis) su circa 1500 italiani tra i 30 e i 65 anni e attraverso un panel di esperti tra chef e antropologi dell’alimentazione attraverso un monitoraggio online sui principali social network, blog, forum e community per capire come far fronte all’allarme avanzi durante le festività.

 

“Per noi che da sempre portiamo avanti la missione di diffondere la Dieta Mediterranea – commenta Manuela Polli, Communication Manager di Polli – il Natale rappresenta il momento preferito per sbizzarrirsi in cucina. D’altro canto, uno dei segreti per ottimizzare la spesa è di riutilizzare gli avanzi per creare nuove ricette leggere e gustose. Sembra una banalità, ma nell’era della “doggy bag”, il riciclo in cucina è una tendenza sempre più forte che noi sposiamo con convinzione, nella logica di condividerli in maniera creativa con la famiglia ed amici per nuove cene o pranzi”. Pranzi e cenoni delle feste sono il modo migliore per ritrovarsi a tavola e riscoprire i sapori della cucina italiana. Il menù di fine anno? Gli italiani puntano soprattutto sulla tradizione Cosa rappresentano pranzi e cenoni durante le festività? Per gli italiani sono momenti particolarmente importanti perché permettono di riassaporare i prodotti tipici del periodo (65%), sono l’occasione giusta per stare con amici e parenti (48%) e per riscoprire le specialità locali (54%). L’approccio al periodo delle feste è variegato: molti italiani si sono organizzati per celebrare la vigilia di Natale, il 25 e Santo Stefano (76%) a casa, ma c’è anche chi preferisce pranzare al ristorante (22%).

 

Tra coloro che festeggiano tra le mura domestiche, 6 su 10 preparano i piatti tipici delle feste (68%) o comunque indicati per la stagione invernale (15%). In pochi (8%) invece puntano sull’innovazione. Nonostante l’attuale crisi economica influisca sul potere d’acquisto degli italiani, per le festività la maggior parte ha fatto qualche strappo alla regola, acquistando le migliori materie prime (46%) con cui preparare ricette i tradizionali piatti. Per 7 italiani su 10 Natale fa rima con tradizione e piatti tipici del territorio (68%) a base di ingredienti stagionali, come legumi (64%), verdure invernali come carciofi e patate (79%), oppure con il classico cotechino (74%) o cacciagione (54%) e pesce (59%). Perché preferire la tradizione a tavola? Per 1 su 2 (52%) i sapori classici trasmettono alla gente certezze e rassicurano, quello di cui più hanno bisogno in questo periodo. In media, un pranzo delle feste prevede almeno 10 invitati (67%), ma c’è anche una minoranza che avrà al suo desco non meno di una ventina di ospiti (28%), tra parenti ed amici. Tutto questo genera un effetto ‘overdorse’ che può risultare pericoloso. In media, il 48% degli italiani prepara un menù ‘abbuffata’ composto da almeno 6 portate, comprensive di una scelta tra due antipasti, due primi, un secondo con contorno e almeno due dolci fatti in casa.

Dopo la consueta abbuffata natalizia, per 1 italiano su 2 arriva il momento di fare i conti con il cibo avanzato. La soluzione? Trasformarli in nuove ricette ispirate alla dieta mediterranea: a guadagnarci è la salute e il portafoglio. Dai masterchef arriva il re-use menù. Una volta smaltita l’euforia e finiti i pranzi dei tre giorni di festività, il 27 dicembre è tempo di fare i conti con gli avanzi del cibo che, secondo gli esperti, ogni anno, per il 55% degli italiani si traduce in un vero e proprio incubo: tra pasta, insaccati, carne e dolci, in media il cibo intoccato si stima sia pari a circa 2 kg per famiglia. Le pietanze maggiormente avanzate? Lasagne e cannelloni (45%), seguiti da arrosti e abbacchio (49%), capitone e fritti misti di pesce (37%) e soprattutto i dolci: panettoni con creme di mascarpone (57%), pastiere (43%), struffoli (38%) e cassate (32%). Sull’importanza di non buttare questi piatti e di riutilizzarli sono concordi nutrizionisti (85%) e chef stellati (88%). Secondo il parere dei primi, congelare gli avanzi permette di mantenere inalterate le caratteristiche delle materie prime (79%) per essere consumati durante l’anno senza l’ansia da abbuffata a tutti i costi. I benefici? In primis il portafoglio, ottimizzando la spesa sostenuta (78%) e poi la salute (69%), grazie a ricette leggere e gustose in linea con i principi della dieta mediterranea.

“Creare ricette di riciclo è una metodica assolutamente consigliabile per non sprecare gli alimenti – afferma il nutrizionista Luca Piretta – L’importante è salvaguardare la salubrità del piatto per non mettere a repentaglio la salute del consumatore e scongiurare qualsiasi rischio chimico o biologico per non aver conservato a dovere gli alimenti. Il metodo della congelazione permette di conservare il cibo senza intaccare i benefici nutrizionali. Questo processo va fatto quando il prodotto è al massimo della sua freschezza per garantire il miglior livello di proprietà organolettiche e la migliore sicurezza da contaminazioni batteriche. Il congelamento non è un processo di sterilizzazione, ma semplicemente arresta la crescita dei microrganismi e a differenza della surgelazione può alterare la struttura cellulare dell’alimento con perdita della sua qualità (ma non della sua salubrità). Di conseguenza se il prodotto da congelare non è freschissimo e la carica batterica è alta, quando viene scongelato il prodotto è rapidamente deteriorabile poiché ha subito le degradazioni enzimatiche iniziate già prima del congelamento. Ricordiamo sempre che non si possono ricongelare alimenti già scongelati”.

Commenti

Commenti

Ecco come trasformare gli avanzi in ricette stellate ultima modifica: 2017-12-27T15:59:19+00:00 da Carmine Seta

leave a reply

Back to Top