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“Ti racconto una bufala”, la mozzarella al centro di un concorso per aspiranti scrittori

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È stato presentato sabato 13 ottobre a Montecatini Terme nell’ambito della VI edizione di Food&Book, la manifestazione che unisce cultura gastronomica e cultura letteraria, il concorso Ti racconto una Bufala, che richiede agli aspiranti scrittori di presentare un racconto breve che abbia come focus una mozzarella di bufala Campana Dop. Il testo non deve essere più lungo di 6000 caratteri spazi inclusi, in pratica non deve essere voluminosa, e deve essere incentrato, focalizzato e trattare la mozzarella di bufala. Il regolamento è abbastanza elastico, infatti i partecipanti “potranno comporre i propri racconti di fantasia o ispirati a fatti di cronaca senza limiti di creatività ed espressione”. Questo si prescrive nel bando, anche se poi qualche consiglio viene offerto come la possibilità di trattare il giudizio dei consumatori, il lavoro degli allevatori, il territorio e l’ambiente; le tradizioni. Il presidente della giuria sarà lo scrittore Diego De Silva, creatore del celebre avvocato Malinconico, detective privato estremamente originale, protagonista di alcuni famosi noir dell’autore.

I racconti saranno pubblicati in un libro che uscirà nella primavera del 2019.  Partner dell’iniziativa è il mensile “Leggere: Tutti”, e le tre storie migliori saranno premiate nel corso dell’edizione 2019 del Festival Food&Book. Il bando è scaricabile a questo link (https://www.mozzarelladop.it/admin/upload/files/media/ge0ft_ti-racconto-una-bufala.pdf). Il Direttore del Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop, Pier Maria Saccani, al termine della presentazione di sabato scorso ha affermato: «Siamo convinti che il cibo sia cultura e dunque mettiamo in campo iniziative importanti per rinsaldare questo legame, che può essere motore di sviluppo per il Paese. Siamo felici che De Silva abbia accettato il nostro invito. L’esempio della sua brillante scrittura sarà senza dubbio un ottimo viatico per tutti i partecipanti al concorso».

La mozzarella di bufala campana, che viene prodotta in alcune aree del basso Lazio, nella zona di Salerno e in alcuni territori tra la Basilicata e la Puglia, è un brand in forte ascesa. Va infatti ricordato che la sua produzione si aggira intorno ai 46 milioni di mozzarelle con un mercato che si aggira intorno ai 400 milioni. Nel 2018, secondo gli ultimi dati raccolti alla fine di agosto, ha incrementato le vendite di un ulteriore 5%; mentre negli ultimi tre anni, puntando sulla promozione e la corretta informazione al consumatore, ha avuto una crescita costante che si aggira intorno al 24%.

Utilizzata anche nella preparazione della pizza, la sua forza è data da avere una personalità decisa che la distingue dagli altri prodotti latteari a pasta fresca. Questo la rende unica e riconoscibile al palato. Non a caso in cucina viene utilizzata in abbinamento con ingredienti meno aggressivi, o decisi, per lasciare a lei la centralità del gusto e non complicare l’essenza stessa del piatto. La mozzarella di bufala è anche un valido antipasto e viene consigliata in abbinamento con le bollicine e i vini spumanti in genere, la cui acidità bene si abbinano ai grassi presenti nel prodotto.

Se il consumo va bene in Italia, cresce bene anche all’estero con richieste che arrivano sia dalla zona euro che da Stati Uniti, Canada e Sud Est asiatico (dove c’è da fare i conti con produzioni che arrivano dall’Australia). Anche se sul fronte esportazioni emergono alcune difficoltà legate alla shelf life del prodotto, la sua durata media, che è di circa una ventina di giorni, e ai maggiori costi alla distribuzione e al consumo, in quanto a mozzarella va necessariamente tenuta nel liquido di conservazione, che ne aumenta il peso e le relative spese di trasporto.

Infine, un discorso a parte va fatto sul contrasto alle contraffazioni, poiché in quanto eccellenza gastronomica italiana riconosciuta e apprezzata dai consumatori, va da sé che va protetta sia dalle scorciatoie, che alcuni produttori potrebbero voler prendere in Italia, non rispettando il disciplinare e le zone vocate alla sua produzione, sia alle frodi che produttori esteri potrebbero azzardare, spacciando un prodotto di dubbia provenienza come italiano e per giunta Dop. Una battaglia che il Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana porta avanti da alcune stagioni con impegno e attenzione, per difendere i produttori e i consumatori con circa 3800 controlli all’anno.

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“Ti racconto una bufala”, la mozzarella al centro di un concorso per aspiranti scrittori ultima modifica: 2018-10-22T10:19:11+00:00 da Massimiliano Bianconcini

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