L’anima gourmet dei Castelli Romani: 5 ristoranti che vogliono rompere gli schemi con un sogno nel cassetto

ristoranti castelli romani

Your ads will be inserted here by

Easy Plugin for AdSense.

Please go to the plugin admin page to
Paste your ad code OR
Suppress this ad slot.

E chi l’ha detto che non si possa presentare una proposta gourmet anche ai Castelli Romani? È la sfida lanciata dal nuovo gruppo di chef, aziende e artigiani nato sotto l’insegna “Castelli Romani food and wine con un obiettivo preciso: divulgare e promuovere le eccellenze locali.

ristoranti castelli romani

LEGGI ANCHE: FRASCATI, DIECI RISTORANTI DOVE MANGIARE BENE SPENDENDO 15 EURO

Ma non si tratta solo di strategie di marketing e incoming, concetti inflazionati da queste parti, dove si soffre da sempre il peso di quel “mostro” chiamato Roma. È la voglia di rompere gli schemi con il passato, superare vecchi cliché e scrivere una nuova storia nel pieno rispetto del territorio con le sue specificità. Anche qui negli anni l’industrializzazione ha lentamente snaturato l’identità di queste terre ricche di profumi e odori unici, legati indissolubilmente alle origini stesse dei popoli che le abitano.

Castelli Romani food and wine esprime il desiderio di rivalsa contro le logiche commerciali della convenienza, le politiche di pricing e di standard dei grandi gruppi della distribuzione. Ecco allora la riscoperta di antiche erbe aromatiche tipiche di quest’area vulcanica o la rivalutazione di vitigni dimenticati, che hanno fatto la fortuna ad esempio di alcune cantine nell’ultima vendemmia. Un atteggiamento nuovo che riavvicina il cliente alle materie prime autoctone ponendolo in una nuova dimensione, quella del viaggio, vero e autentico.

TAPPA 1

Il nostro viaggio in questo universo parte dal ristorante Belvedere dal 1933 , regno del giovane chef Alain Rosica, che vanta esperienze internazionali nei ristoranti più quotati e considerato la mente del gruppo CRFV. Il ristorante deve il suo nome allo splendido panorama che si può ammirare dalla balconata. Cura dei dettagli e attenzione per le materie prime sono le regole in cucina, due principi che ritroviamo in piccole delizie come la mousse di bufala con prosciutto, salvia e fiori coltivati in casa e la polpetta primo sale, rapa rossa, gelatina di Syrah e nocciole di Carchitti. La degustazione prosegue con i gelati targati Greed, una delle eccellenze italiane con alle spalle prestigiosi riconoscimenti, sinonimo di alta qualità e chilometro zero. Una delle novità dell’azienda, diretta dal maestro gelatiere Dario Rossi,  è il tortino di cioccolato con gelato al cachi, lamponi, succo di lampone e meringhette, una delizia per gli occhi e il palato dove scoprire una varietà di profumi e contrasti con prodotti a “chilometro zero vero”.

LEGGI ANCHE: FRASCATI, DIECI RISTORANTI DOVE MANGIARE BENE SPENDENDO 15 EURO

TAPPA 2

Your ads will be inserted here by

Easy Plugin for AdSense.

Please go to the plugin admin page to
Paste your ad code OR
Suppress this ad slot.

La gita ai Castelli prosegue sempre a Frascati in uno dei locali più titolati del momento: F’Orme, gioco di parole che unisce le “forme”, in questo caso della tradizione con le “orme” di una cucina che arriva fino a oggi.  L’idea è dello chef Alberto Mereu che, dopo anni di esperienza nella ristorazione capitolina (come Tà a Prati), torna alle origini per garantire una proposta di cucina autentica e spontanea, dal gusto laziale e senza sprechi, proprio come si faceva tanto tempo fa. Nel menu piatti classici romani e portate gourmet come la quaglia con hamburger, unite al sedano rapa e al cacao salato, una vera e propria sinfonia dei sapori, con note cangianti da riscoprire a ogni boccone. Il ristorante ci dà l’occasione anche di conoscere un altro chef, orgoglio del gruppo e di tutta l’area dei Castelli Romani. Si tratta di Claudio Carfagna della Galleria di Sopra ad Albano laziale, un vero e proprio funambolo in cucina sempre alla ricerca di nuove proposte nel segno della tradizione castellana. La sua ultima opera è un omaggio alla coda alla vaccinara, scomposta e ricostruita sapientemente in un tortello al brodo dai sapori essenziali.

Alberto Mereu

galleria di sopra

TAPPA 3

A Frascati e in un gruppo che richiama la storia e le tradizioni dei Castelli Romani non poteva certo mancare Cacciani, da 90 anni ambasciatore dell’enogastronomia di questa terra. Un ruolo che continua a ricoprire grazie al rispetto delle abitudini di questo territorio e delle sue stagioni, introducendo creazioni di una nuova cucina figlie e dirette emanazioni delle storiche ricette. Un esempio è il “Baccala alla romana 2.0” con cipolla di Tropea, sali bilanciati, uvetta e pinoli, un piatto con un’architettura metodica e frazionata, ricomposto in cucina nel rispetto della ricetta originale.

TAPPA 4

Il viaggio nel gusto dei Castelli Romani 4.0 prosegue infine a Monte Porzio, presso un’altra insegna simbolo della gita fuori porta: Hosteria Amedeo. Sono lontani i tempi di nonno Amedeo, quando i “fagottari” giungevano da queste parti muniti già di tutto il necessario per gustare il vino delle cantine. Oggi Hosteria Amedeo propone ai suoi clienti una cucina ricercata e fedele al territorio, meticolosa nella scelta delle materie prime e cangiante al ritmo delle stagioni. Un esempio è la polpetta di cavolo nero fritta con caciocavallo e salsa di pomodoro e l’animella scaloppata con il Frascati Superiore e cardo passato al burro.

Il nostro viaggio per ora finisce qui, ma la sensazione è che siamo solo all’inizio di un percorso nuovo tutto da scoprire. Buona strada a tutti.

Commenti

Commenti

Articoli consigliati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.