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Ristorazione: tutto esaurito a Capodanno ai Castelli Romani

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Pranzo fuori per molti romani e residenti dei Castelli Romani il Primo dell’anno e ristoranti pieni un po’ dovunque. Se bisogna tener fede al vecchio adagio per cui da come si inizia Capodanno così sarà per tutto l’anno, il 2019 dovrebbe portare ad una ripresa nel settore della ristorazione. Quindi il trend che vede l’Italia nel 2017 nella top ten europea per la spesa delle famiglie in ristoranti e hotel, è stato confermato anche in queste giornate di festa. In tanti, dopo i festeggiamenti della notte di San Silvestro, hanno fatto la gioia dei ristoratori, prenotando osterie, locande, bistrot e trattorie, prediligendo la cucina tipica romana, ma non solo.

Ecco dunque che i Castelli Romani, con Frascati e Grottaferrata al top per la varietà della proposta culinaria e per forbice di prezzi, hanno fatto registrare il tutto esaurito, con numerose presenze che poi, nel pomeriggio, si sono riversate nelle strade dei due comuni, portando ulteriore lavoro a bar e caffetterie.

«Per nostra esperienza più l’offerta è ricercata, più il cliente è pronto a mettersi in gioco. Io ho avuto a Capodanno per metà clienti romani, mentre gli altri erano residenti dei Castelli Romani. Diciamo che lavoro spesso con una clientela storica che conosce bene il nostro ristorante e soprattutto la cucina, e apprezza alcuni piatti di innovazione, che vengono arricchiti e resi intriganti dal gioco di macerazioni e fermentazioni. La cosa grave è però la diminuzione significativa di pubblico straniero», racconta Gabriele Ciocca, food manager di Peppa e Nando, ristorante di Grottaferrata, meno legato alla cucina tradizionale romana.

Alain Rosica, chef e patron di un altro importante ristorante di Frascati, Belvedere 1933, ha rivelato che «l’affluenza rispetto allo scorso anno è cresciuta molto, con presenze locali, turisti romani e anche qualche straniero. I clienti si sono orientati verso una richiesta di maggiore qualità». Secondo lo chef infatti sono state sicuramente le novità in carta a far crescere la domanda; ed è cresciuta anche la spesa pro capite, anche se poi i clienti si sono orientati verso una scelta più accurata delle bevande per non far salire troppo il conto finale.

Non solo innovazione però nei comuni di Frascati e Grottaferrata, anche tanta voglia di tradizione, di memoria e di ricordi. E spesso, come ci ha insegnato il grande Marcel Proust, un ricordo perduto nella propria memoria viene fatto riemergere da un gusto, un aroma, un profumo o un piatto. Ecco perché per Paolo Cacciani, proprietario e chef, insieme al fratello Leopoldo, del Ristorante Cacciani a Frascati, il Capodanno ha visto la presenza di una forte componente di famiglie che hanno optato anche e soprattutto verso i piatti della tradizione.

«Per la maggior parte sono le classiche famiglie romane che, dopo il tour de force di Natale, si sono orientate verso delle cotture espresse, semplici, non disdegnando i grandi classici della cucina romanesca. È come se ci fosse un mito dell’eterno ritorno: ovvero piace sempre lo stare insieme in famiglia. Non ho visto grande richiesta di innovazione, ma la voglia di ritrovare i sapori di un tempo. Le bambine che 30 anni fa venivano nel mio locale, tornano adesso con le nuove rispettive famiglie e questo è molto bello».

Piatti della tradizione anche per Taverna Mari a Grottaferrata, ristorante da anni ben avviato, con pochi coperti e l’attenzione rivolta alla qualità delle materie prime., oltre a far registrare il tutto esaurito, come i precedenti, ha presentato pochi piatti in carta quasi tutti legati alla cucina romanesca per ingredienti o per ricetta. Il cavolo, le ramoracce, i carciofi, il guanciale, i saltimbocca, l’abbacchio alla Scottadito e via dicendo. Nemmeno a parlarne per quanto riguarda Hosteria Amedeo a Monte Porzio Catone, dove il quinto quarto, tipicamente romano, svetta nel menù con alcuni piatti immortali come le animelle, la trippa alla romana, la cacio e pepe e l’Amatriciana. Infine, menù di tradizione anche per Casa Maggiolina, uno degli ultimi nati a Grottaferrata, che ha un menù che si vanta di essere legato unicamente ai sapori della cucina laziale a cui abbina solo i vini del territorio.

Nonostante i dati Eurostat abbiano detto che, nel 2017, i nuclei familiari italiani abbiano investito nella buona tavola e nei viaggi il 10,3% della loro spesa per consumi, questo non trova riscontro sul fronte delle partenze. Se paragonato con lo scorso fine anno. Ed è senz’altro l’altra faccia della medaglia. Secondo Oscar Bonamici, responsabile di una importante agenzia di viaggi di Frascati, Gig Travel, il dato è nettamente in calo, per le partenze natalizie. Forse i nuovi viaggiatori amano acquistare online. Comunque sono tornate alcune mete un tempo molto gettonate come l’Egitto, che rimane comunque un viaggio dai costi popolari, e la montagna. Però non c’è confronto con lo scorso anno in fatto di partenze.

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Ristorazione: tutto esaurito a Capodanno ai Castelli Romani ultima modifica: 2019-01-03T10:34:05+00:00 da Massimiliano Bianconcini

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