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Al Sofitel Rome di Villa Borghese l’ultimo atto dei Wine Days 2019

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Settimo, il ristorante e cocktail bar dell’albergo, ha ospitato una serata dedicata ai miscelati con il vino, in abbinamento con il finger food d’autore.

 

 

Si sono conclusi il 13 novembre scorso con una bella performance del barman e direttore del Chorus Caffè di Roma Massimo D’Addezio, istrionico, divertente, ma allo stesso storico e documentario come sempre, i Wine Days 2019, promossi nella terrazza del Sofitel Rome Villa Borghese. Si tratta di un evento che si svolge ogni anno, durante il periodo della vendemmia in tutte le strutture alberghiere di lusso del gruppo francese. È un modo per presentare agli appassionati i vini di eccellenza, ma non solo, facendo nel contempo vedere e ammirare le sale e le terrazze dei ristoranti Sofitel. Accolti dalla sommelier e giornalista Livia Belardelli, che ha curato la serata per conto della Direzione, l’evento era incentrato sul gioco dei possibili cocktail che hanno per ingredienti il vino ed è stata allietata dagli appetizer dello chef Giuseppe D’Alessio.

L’occasione ha fornito anche la possibilità di ammirare il restyling della terrazza Sofitel di Roma, che guarda verso il verde di Villa Borghese e che consente comunque alla vista di spaziare sui tetti della Capitale. Il settimo piano accoglie gli avventori, così come i visitatori che vogliano anche solo curiosare, sui toni riposanti del verde con arredi e boiserie moderne e tavoli neri. La cucina a vista, ma non invadente, si cela dietro alcuni intagli della parete e la stessa sala gli gira intorno geometricamente irregolare, non scomposta e, in effetti, organizzata in modo da offrire intimità ai tavoli. Merito dell’uso degli spazi appena rinnovati dall’architetto Jean-Philippe Nuel, che ha inteso fondere il classicismo anni 60 della dolce vita romana con il modernismo francese dell’art de vivre.

In quest’unica sala, come ormai appare chiaro, è possibile fare un aperitivo oppure cenare. E non si rivolge solo agli ospiti dell’hotel. Questo è sempre meglio ribadirlo, perché una caratteristica che ormai dovrebbe essere ben assimilata anche dal pubblico romano meno giovane e notturno è che tutte le catene alberghiere si sono aperte e molte di esse ospitano oggi ristoranti e cocktail bar di pregio. Per tornare alla serata conclusiva, oltre a Massimo D’Addezio, che insieme al barman ha presentato una serie di quattro proposte miscelate che puntavano a utilizzare vini frizzanti, il finger food d’autore si è ispirato alla “cucina povera” romana e “Tripolina”, preparato dall’Executive chef di Settimo che è il nome per la verità un po’ scontato del ristorante al settimo piano del Sofitel Rome Villa Borghese.

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Al Sofitel Rome di Villa Borghese l’ultimo atto dei Wine Days 2019 ultima modifica: 2019-11-20T14:28:47+00:00 da Massimiliano Bianconcini

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