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News“Costretto a chiudere per mancanza di personale”

“Costretto a chiudere per mancanza di personale”

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L’attuale staff di 12 persone non consente di servire il pranzo nel weekend. La crisi sta investendo altri stellati, eppure nel settore dell’ospitalità ci sarebbero circa 188.000 posizioni aperte.

 

 

Le lamentazioni in fatto di personale che in queste ultime settimane stanno animando le cronache gourmet nella nostra Penisola, in città come Milano, Parma, Roma, Verona, oppure in provincie come San Giorgio del Sannio, Borgo Petroro, Frascati, Bobbio, non sono solo una questione italica. David Moore il fondatore del ristorante stellato Pied à Terre di Londra, situato nell’area di Fitzrovia, ha annunciato il 22 giugno scorso che a partire da questo fine settimana chiuderà a pranzo, a causa della carenza di personale. L’attuale staff di 12 persone, rispetto al team pre-pandemia composto da ben 30 elementi, ha lasciato a Moore un’unica scelta: quella di smettere di servire il pranzo nel weekend, per meglio gestire l’avvicendamento dei turni serali. «Se stresso troppo il personale, tra due settimane dovrò chiudere il locale», ha rivelato alla BBC.

 

Moore ha citato le normative Brexit, che obbligano i giovani lavoratori provenienti dall’Unione Europea a lasciare l’industria britannica, se non in regola con le nuove stringenti certificazioni, come il principale colpevole della carenza di personale. La situazione inoltre è stata aggravata dai lockdown causati per la pandemia e dal sistema di congedo dei lavoratori, introdotto di recente. La situazione denunciata da Moore non è isolata. Carenze di personale sono state segnalate in tutto il settore britannico. Sempre nel mese di giugno, Michel Roux Jr ha dichiarato di essere stato costretto a cancellare il servizio del pranzo a Le Gavroche, ristorante due stelle Michelin di Mayfair, scegliendo di servire solo la cena, sempre a causa della carenza di personale. «Dall’apertura, i ristoranti hanno sofferto molto con problemi di carenza di personale in parte a causa delle nuove normative Brexit e ora si registra una grave mancanza di professionisti dell’ospitalità preparati e professionali».

 

Anche il ristoratore italiano Mauro Sanna, titolare di Olivo, locale sardo a Belgravia, è stato costretto a chiudere il locale a pranzo il sabato e tutto il giorno la domenica, a causa della scarsità di lavoratori, in particolare degli chef. La notizia è stata data dal New York Times. «Sapevo che ci sarebbe stato un problema con la Brexit, ma non pensavo che sarebbe stato così difficile», ha affermato Sanna, il quale non avendo ottenuto risposte da un annuncio pubblicato in Sardegna, ha promesso 100 sterline ai membri dello staff, per trovare qualcuno da assumere.

 

Eppure, nel settore dell’ospitalità attualmente ci sarebbero circa 188.000 posizioni aperte, secondo quanto riferisce Kate Nicholls, amministratore delegato di UKHospitality, l’ente che si occupa di monitorare il comparto. Evidentemente queste posizioni lavorative non interessano gli abitanti del Regno Unito, al momento. E così, mentre i ristoratori chiedono al Governo di concedere visti di lavoro per le persone che vogliono lavorare nel settore alberghiero e illustri critici gastronomici, come Jay Rayner del The Guardian, chiedono ai clienti di pagare di più per il privilegio di mangiare fuori casa, resta da capire quali saranno le mosse del Governo di Boris Johnson per sostenere il settore della ristorazione e dell’ospitalità. Anche se finora il Primo Ministro britannico ha dimostrato di voler tirare dritto, verso una hard Brexit che tutti a parole dicevano di voler scongiurare.

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“Costretto a chiudere per mancanza di personale” ultima modifica: 2021-07-01T13:26:54+00:00 da Amministratore dinuovoatavola

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